La Badia a Passignano risplende di nuova luce

La Badia a Passignano risplende di nuova luce
L'abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano è un monastero della Congregazione vallombrosana situato nel territorio delle colline del Chianti, in località Passignano, nel comune di Tavarnelle Val di Pesa, in provincia di Firenze. Il complesso monastico appare racchiuso all'interno della cortina muraria quattrocentesca a pianta quadrangolare con torri d'angolo ma sono evidenti le integrazioni neogotiche realizzate alla fine del XIX secolo quando, soppressa la comunità monastica, venne trasformato in una villa.

Quest’abbazia dell’ordine dei Benedettini di Vallombrosa, fu fondata nel 1049 da San Giovanni Gualberto ed ha la forma di un complesso monastico fortificato da torri agli angoli. Verso la metà dl XV secolo il convento fu allargato e fu aggiunto il chiostro e un muro. La chiesa del monastero ha interessanti dipinti di Domenico Cresti (detto il Passignano perché qui nacque attorno al 1599). Nell’ottobre 1810, la congregazione di Vallombrosa fu soppressa e l’Abbazia di Passignano chiusa.Solo nel 1986 i monaci sono tornati in possesso dell'Abbazia.

Le principali strutture si aprono su una corte che si raggiunge attraversando un viale di cipressi. La porta d’ingresso al monastero è situata davanti alla chiesa. Attualmente il monastero è occupato da una piccola comunità di monaci vallombrosani e può essere visitato su richiesta la domenica pomeriggio, quando uno dei monaci è disponibile come guida. Dalla porta principale si entra in una piccola piazza caratterizzata da due torri. L’entrata in pietra è databile al XV secolo. Il refettorio, la cucina e le stanze capitolari sono aperte sul chiostro e possono essere visitate. All’interno dell’abbazia si trovano un’antica biblioteca con pergamene e libri antichi, molto bella è anche la chiesa di San Michele Arcangelo del XIII secolo con affreschi del 1601 di Domenico Cresti detto il Passignano, mentre nel refettorio del monastero si trova l’affresco dell’Ultima Cena opera del XV secolo di Domenico e Davide Ghirlandaio, che oggi è illuminato da una nuova luce grazie al nuovo sistema di illuminazione del refettorio e della sala d’ingresso dell’Abbazia.

Il nuovo impianto di illuminazione è di grande pregio artistico e si caratterizza per sostenibilità ambientale, innovazione risparmio energetico: l’intervento si è concentrato sul refettorio e sulla sala d’ingresso all’interno dell’Abbazia, è stato pensato affinché i due ambienti possano godere di due tipi di illuminazione, una artistico/museale e l’altra funzionale.
Tutti i corpi illuminanti hanno una temperatura di colore pari a 3.000°K e l’impianto ha una potenza complessiva pari a 1,05 kW, rispetto ai quasi 4kW del precedente impianto, che consentirà di ottenere un risparmio energetico di oltre il 70%.
 
L’illuminazione artistico/museale è stata realizzata mediante l’utilizzo di piccoli proiettori a LED di ultima generazione, flessibili e professionali, che hanno la possibilità di modificare la messa a fuoco, l’ampiezza e il tipo di fascio luminoso. Ogni proiettore è “dimmerabile”, ovvero ha la possibilità di modificare l’intensità della luce fino al suo completo spegnimento. L’installazione dei proiettori su binario elettrificato dà la possibilità di spostare e riposizionare i proiettori, qualora si decidesse di modificare l’illuminazione del refettorio. Particolare attenzione è stata dedicata all’illuminazione artistica dell’affresco del Cenacolo di Domenico Ghirlandaio.
Le operazioni sono state eseguite nel rispetto dell’ambiente di grande pregio architettonico e artistico, che ha richiesto l’esclusivo posizionamento di tutti corpi illuminanti sui due tiranti presenti nella sala del refettorio e il rispetto delle posizioni dei proiettori presenti nella sala d’ingresso. 

 

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